Recensione Aruba: meglio di quello che internet fa credere?

Recensione Aruba di NavigaTech: il mio test reale, PageSpeed 98 su desktop.

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Aruba è il nome che in Italia conoscono tutti, ed è anche uno di quelli che si prende più critiche in giro per il web. Ho voluto testarlo di persona per capire da che parte sta la verità, prendendo il piano Hosting per WordPress e usandolo come uso ogni host che provo. Prima di iniziare, una cosa in chiaro: se acquisti da un mio link, Aruba mi riconosce una commissione. Te lo dico subito, perché è il motivo per cui questa recensione deve restare onesta.

E l’onestà, qui, sorprende in positivo. Aruba non è il provider perfetto, e ti dirò dove zoppica. Ma dopo trenta giorni di test la mia impressione è netta: è parecchio meglio di quello che le recensioni più feroci in giro fanno credere. Ti spiego perché, dati alla mano.

In breve. Nel mio test di 30 giorni Aruba ha fatto 98/100 su desktop e 71/100 su mobile, con uptime del 100% e zero incidenti: numeri solidi. L’acquisto è stato lineare e, sorpresa, senza la raffica di upsell tipica del settore; l’installazione di WordPress è stata semplice, guidata. Il pannello non è il più moderno ma non ti fa perdere tempo. I due nei: il rinnovo sale (dal primo anno a 14,52€ si passa a circa 61€), e il tempo di risposta del server è alto come sugli altri economici italiani. Datacenter in Italia, un vantaggio per un pubblico italiano. In una frase: meno rischioso di quanto internet a volte lo dipinga.

Quanto costa Aruba (e il rinnovo che sale)

Partiamo dai soldi, fattura alla mano. Il piano Hosting per WordPress mi è costato 14,52€ IVA inclusa il primo anno (11,90€ più IVA).

Fattura Aruba Hosting per WordPress, 14,52€ IVA inclusa il primo anno
La mia fattura: Hosting per WordPress a 14,52€ IVA inclusa il primo anno

Qui però scatta la regola che ripeto sempre: il numero che conta non è il primo anno, è il rinnovo. E Aruba, su questo, gioca la carta classica dell’offerta d’ingresso: al rinnovo il piano sale, da listino, intorno ai 61€/anno (49,99€ più IVA). Non è una stangata come SiteGround, e resta comunque tra i prezzi più bassi in assoluto, ma è bene saperlo prima: il “quasi regalo” del primo anno non è il prezzo vero. Come si legge davvero il costo di un hosting oltre l’offerta di lancio, l’ho spiegato per esteso qui.

L’esperienza: acquisto e installazione, più lisce del previsto

Qui è dove Aruba mi ha sorpreso, e in meglio.

Nota da insider. Comprare un hosting oggi vuol dire, quasi sempre, farsi largo tra una raffica di servizi aggiuntivi proposti al checkout: backup, sicurezza, email potenziate, dominio premium. È una tattica standard, e stanca. Con Aruba, invece, la procedura d’acquisto è stata tra le più pulite che abbia visto: veloce, lineare, con pochissima pressione sugli upsell. Attivazione senza intoppi. Può sembrare un dettaglio, ma per chi parte è il contrario del sentirsi spennato al primo clic, ed è un punto a favore che non mi aspettavo da un colosso.

Sull’installazione di WordPress, nessun dramma: il setup guidato l’ha resa semplice, alla portata anche di un principiante. Lo dico con onestà: ormai quasi tutti i provider che offrono WordPress guidato rendono questa fase banale, quindi non è un merito che distingue Aruba dagli altri, ma è comunque l’opposto di quello che mi era capitato altrove. Se hai letto l’altro economico italiano che ho testato, lì sul piano d’ingresso WordPress me lo sono montato a mano; con Aruba, no. Su questo Aruba parte più comoda.

Il pannello e l’uso quotidiano

Sul pannello sono altrettanto sincero: non è il più moderno che abbia visto, ed è un rilievo che ritrovi anche in molte recensioni in giro. Ma non è nemmeno uno di quelli che ti fa perdere ore per trovare un’impostazione. Ho trovato tutto abbastanza intuitivo, senza momenti in cui mi sono sentito bloccato. Per un utente medio è più che adeguato: fa il suo, senza fronzoli e senza trappole. Se cerchi l’interfaccia più curata e moderna della categoria, non è Aruba; se cerchi qualcosa che funziona e non ti intralcia, va bene.

L’assistenza: cosa ho visto e cosa no

Su questo voglio essere trasparente, perché è il punto più discusso di Aruba e non voglio darti un’impressione che non mi sono fatto davvero.

Onestà prima di tutto. Durante i test non ho avuto bisogno di contattare l’assistenza, quindi non ti invento un’esperienza che non ho avuto. Quello che posso dirti è cosa emerge dal quadro pubblico, tra recensioni, forum e gruppi di settore: è un quadro misto. C’è chi è molto soddisfatto e chi lamenta tempi non sempre rapidi sui casi più complessi. La lettura più equilibrata è questa: per le richieste comuni l’assistenza funziona, mentre sulle problematiche tecniche avanzate le opinioni si dividono parecchio. Se per te il supporto è la priorità numero uno e prevedi richieste complesse, tienine conto; se ti servono le cose standard, è probabile che vada bene.

Il mio test: i numeri

Qui niente opinioni, solo quello che misurano gli strumenti, stesso setup degli altri host che ho provato (stesso tema, stessi contenuti, stesso monitoraggio).

Velocità (Google PageSpeed). Aruba ha fatto 98/100 su desktop e 71/100 su mobile. Il 98 su desktop è ai vertici del mio test, in linea coi migliori; su desktop il caricamento è ottimo (LCP 1,1 secondi).

Punteggio Google PageSpeed di Aruba su desktop, 98/100, nel test NavigaTech
Aruba su desktop: 98/100, ai vertici del mio test.
Punteggio Google PageSpeed di Aruba su mobile, 71/100, nel test NavigaTech
Su mobile 71/100, un gradino sotto sui contenuti pesanti.

Affidabilità (uptime, 30 giorni con UptimeRobot). 100%, zero incidenti, zero minuti di down. Un mese di monitoraggio senza una singola interruzione.

Uptime di Aruba al 100% su 30 giorni misurato con UptimeRobot
30 giorni, 100% di uptime, nessun incidente.

Tempo di risposta: qui il limite, come per gli altri economici italiani. Il tempo di risposta del server si è aggirato intorno a 1,8 secondi di media, alto rispetto ai circa 600ms degli host internazionali che ho testato. Attenzione a non confonderlo con la velocità di caricamento, che come hai visto è ottima: il tempo di risposta misura quanto ci mette il server a rispondere alla prima chiamata, ed è il tipico limite del piano condiviso economico, dove le risorse sono spartite. Sul rendering finale Aruba è tra i migliori; sulla prontezza del server, un gradino sotto i colossi stranieri.

Ecco i cinque provider che ho testato, a confronto:

Metrica (mio test)ArubaServerplanSiteGroundHostingerIONOS
PageSpeed desktop98/10098/10098/10096/10097/100
PageSpeed mobile71/10073/10074/10074/10073/100
Uptime (30 gg)100%100%99,95%100%99,914%
Tempo di risposta~1,8s~1,5s677ms592ms626ms
DatacenterItaliaItaliaGermaniaGermaniaUSA

Datacenter in Italia

Come Serverplan, anche Aruba ha i datacenter in Italia. Per un sito rivolto a un pubblico italiano è un vantaggio concreto: server più vicino significa meno latenza, e si sente soprattutto su mobile. È l’opposto di quello che mi è capitato con IONOS, dove il sito è finito su server negli Stati Uniti senza possibilità di scegliere. Su questo Aruba gioca in casa, letteralmente.

Pro e contro

Pro

  • ✓PageSpeed desktop 98/100, ai vertici del test
  • ✓Uptime 100% su 30 giorni, zero incidenti
  • ✓Datacenter in Italia
  • ✓Acquisto lineare, pochissimi upsell; installazione WordPress semplice
  • ✓Primo anno molto economico (14,52€)

Contro

  • ✗Rinnovo che sale (da 14,52€ a ~61€/anno)
  • ✗Tempo di risposta del server alto (~1,8s)
  • ✗Pannello non modernissimo
  • ✗Assistenza a reputazione mista sui casi complessi (non testata di persona)

Per chi è Aruba, e per chi no

Ha senso se vuoi un nome italiano solido e familiare, con datacenter in Italia, un primo anno molto economico e un’esperienza d’acquisto e di setup senza stress. Per la maggior parte dei siti, blog e piccole attività, i numeri e la semplicità ci sono. È la scelta “a basso rischio” per chi non vuole complicarsi la vita.

Guarderei altrove se il supporto tecnico avanzato è la tua priorità assoluta, se vuoi il pannello più moderno della categoria, o se il tempo di risposta più rapido possibile è cruciale per il tuo progetto. E metti in conto il rinnovo: il primo anno inganna, dal secondo si paga di più. I criteri con cui ragiono prima ancora del prezzo, come scegliere l’host giusto per te lo trovi qui. E se stai scegliendo proprio tra questi due, l’ho messo testa a testa con IONOS qui.

Il verdetto

Solida, familiare e meno rischiosa di quanto internet la dipinga. Non la premium della categoria, ma per la maggior parte dei siti va bene.

Voto: 4 su 5. ★★★★☆

Aruba mi ha convinto più di quanto mi aspettassi: numeri solidi (98 su desktop, uptime perfetto), datacenter in Italia, acquisto pulito e setup semplice. Lo tengo a un 4, non di più, per tre motivi onesti: il rinnovo che sale dal primo anno, il tempo di risposta alto e un pannello non modernissimo, più l’assistenza a reputazione mista che non ho potuto testare di persona. Non è il provider perfetto per chi cerca ogni funzione premium, ma per la maggior parte delle persone è una scelta più solida e meno rischiosa di quanto a volte si legga in giro. Aruba non è diventata il nome più conosciuto dell’hosting italiano per caso.

Domande frequenti

Aruba è affidabile?

Nel mio test di 30 giorni ha segnato un uptime del 100%, senza un singolo incidente. È uno dei provider italiani più usati, con milioni di siti e domini gestiti. Storicamente ha avuto qualche momento di down prolungato, ma nella mia esperienza recente si è comportato benissimo sull’affidabilità.

Aruba è conveniente? Quanto costa il rinnovo?

Il primo anno è molto economico: il piano Hosting per WordPress l’ho pagato 14,52€ IVA inclusa. Il punto è il rinnovo, che da listino sale intorno ai 61€/anno. Resta tra i prezzi più bassi in assoluto, ma il “quasi regalo” del primo anno non è il prezzo vero: guarda sempre il rinnovo.

Aruba è veloce?

Sul caricamento della pagina sì: 98/100 su desktop e 71/100 su mobile nel mio test, con un ottimo LCP. Il limite è il tempo di risposta del server (circa 1,8 secondi), tipico degli economici condivisi. Sul rendering finale, però, è tra i migliori che ho misurato.

Com’è l’assistenza di Aruba?

Non l’ho contattata durante i test, quindi non do un giudizio di prima mano. Dal quadro pubblico emerge un’impressione mista: bene sulle richieste comuni, opinioni più divergenti sui problemi tecnici avanzati. Se il supporto complesso è la tua priorità, tienilo presente.

Aruba ha i datacenter in Italia?

Sì, è un provider italiano con datacenter in Italia. Per un sito rivolto a un pubblico italiano è un vantaggio concreto: server più vicino significa meno latenza, soprattutto su mobile.

Aruba è buono per WordPress?

Sì, i piani Hosting per WordPress sono compatibili e reggono bene blog, siti aziendali e piccoli ecommerce. L’installazione è guidata e semplice, e i numeri di velocità nel mio test sono stati ottimi su desktop.

Il pannello di Aruba è complicato?

Non è il più moderno della categoria, ed è un rilievo comune, ma nella mia esperienza è abbastanza intuitivo: non mi sono mai sentito bloccato. Per un utente medio è più che adeguato.

Aruba include dominio ed email?

Sì, i piani hosting includono dominio ed email con SSL. Alcuni servizi (come la PEC o backup avanzati) sono legati ai piani superiori o a pagamento: verifica cosa è incluso nel piano che scegli.

Se stai scegliendo il tuo primo hosting e vuoi evitare la trappola del prezzo di lancio, a partire proprio dal rinnovo, ti lascio la mia guida in PDF qui sotto.

Le 7 trappole quando scegli il primo hosting

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In sintesi: Aruba è una scelta solida e a basso rischio, meglio di quanto le recensioni più severe facciano credere. Numeri buoni, datacenter in Italia, acquisto e setup lisci. Il patto da capire è il rinnovo (il primo anno è un’offerta, non il prezzo vero) e il fatto che non è la premium della categoria su pannello e supporto avanzato. Ma per la maggior parte dei siti, e per chi vuole un nome familiare che non lo faccia sudare, funziona.


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