Prezzi hosting: i meccanismi che non ti spiegano

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Per guadagnarmi quella commissione potrei farti la solita pagina entusiasta, tutto bellissimo, compra qui. Oppure posso spiegarti come funzionano davvero i prezzi dell’hosting, così quando scegli sai cosa stai pagando. Ho deciso per la seconda. Mi conviene di più nel lungo periodo, e fa comodo anche a te.

Perché i prezzi dell’hosting sono costruiti per sembrare bassi. Non è un’accusa, è il modo in cui funziona il settore. Una volta che capisci i meccanismi, smetti di guardare il numero grande in homepage e inizi a guardare quello vero.

In breve. Un hosting condiviso in Italia costa orientativamente tra 2 e 15 euro al mese. Il prezzo che vedi pubblicizzato è quasi sempre quello del primo periodo. Al rinnovo sale, a volte parecchio. La cifra che conta non è quella del primo anno: è quanto spenderai in due o tre anni, extra inclusi. Qui ti spiego come si fa quel conto, e perché chi lo fa cambia provider molto meno spesso.

Quanto costa davvero un hosting: i numeri reali

Partiamo dai numeri, senza giri di parole.

L’hosting condiviso, quello da cui parte chiunque, sta indicativamente tra 2 e 15 euro al mese. Per un sito vetrina o un blog calcola tra 50 e 120 euro l’anno per qualcosa di decente. È più che sufficiente per la stragrande maggioranza dei progetti che partono.

Salendo di categoria si paga di più, ma servono ad altro. Un VPS, cioè un server virtuale con risorse dedicate a te, parte da una decina di euro al mese e sale. Il cloud hosting si muove su cifre simili o superiori. Il dedicato, una macchina tutta tua, può andare da 80 a 500 euro al mese. Se stai leggendo questa guida, quasi sicuramente il condiviso è la tua casa per un bel po’.

Tipo di hosting Prezzo indicativo Ideale per
Condiviso 2-15 €/mese Primo sito, blog, vetrina
VPS da 10 €/mese Siti che crescono, più controllo
Cloud da 10-30 €/mese Traffico alto, scalabilità
Dedicato 80-500 €/mese Progetti grandi

I prezzi si riferiscono ai piani base e variano molto tra provider.

Se non hai chiara la differenza tra questi tipi, te l’ho spiegata per bene altrove.

Il vero conto a 3 anni (l’unico che dovresti fare)

Adesso una cosa controintuitiva, ma è quella che fa la differenza tra chi sceglie bene e chi si pente dopo un anno.

Ti faccio un esempio con numeri reali, presi dai miei account di test.

SiteGround StartUp: l’ho pagato 35,88 euro il primo anno (più IVA, totale in fattura 43,77 euro). Sembra poco, e il primo anno lo è. Ma il rinnovo è a 15,99 euro al mese, cioè 191,88 euro l’anno prima dell’IVA. Più di cinque volte il prezzo del primo anno.

Hostinger Premium: il piano da 48 mesi costa 143,52 euro in totale, cioè circa 35,88 euro l’anno finché dura la promozione. Ma alla scadenza, il rinnovo è a 9,99 euro al mese, cioè circa 120 euro l’anno.

Ora facciamo il conto a tre anni, che è l’unico conto onesto.

SiteGround: 43,77 + 234 + 234 = circa 512 euro in tre anni.
Hostinger (piano 48 mesi): circa 108 euro in tre anni, perché il prezzo bloccato copre tutto il periodo.

Stesso servizio di base, stesso tipo di hosting condiviso, stessa categoria. Ma uno costa quasi cinque volte l’altro su tre anni. La differenza non la vedi sulla homepage, la vedi sulla fattura del secondo anno.

La maggior parte delle persone guarda solo il prezzo in vetrina. Chi guarda la fattura del secondo anno è chi ha già pagato la lezione una volta.

Nota da insider. Il calcolo a tre anni non è una mia invenzione, è esattamente lo strumento che chi vende hosting usa internamente per dimensionare le promozioni. Sanno che il prezzo basso del primo anno attira, e sanno benissimo quanto fa di marginalità sul rinnovo. Quando guardi una promozione, l’altra metà del foglio Excel ce l’ha solo l’azienda. Questa guida ti dà l’altra metà.

Perché l’hosting sembra costare pochissimo

Apri il sito di un provider qualsiasi. Vedi un numero piccolo e invitante, magari 1,99 euro al mese, con accanto un prezzo barrato più alto. Sembra un affare. In parte lo è, ma c’è un dettaglio.

Quel prezzo è quasi sempre promozionale, valido per il primo periodo di abbonamento. È il prezzo civetta. Serve a farti entrare, ed è perfettamente legittimo, lo fanno tutti. Il punto è che è costruito per attirare lo sguardo sul numero più basso possibile, non su quello che pagherai a regime.

C’è anche un secondo motivo per cui le cifre in homepage sembrano sempre così basse. I provider mostrano spesso il prezzo del piano sottoscritto per la durata massima, in genere 48 mesi. Cioè quattro anni di abbonamento pagati subito, in un’unica soluzione. Il costo mensile equivalente è il più basso possibile proprio perché diluito su un periodo lungo. Ma sull’estratto conto, in quel momento, vedi addebitati 95,52 euro tutti insieme.

Nota da insider. Quando lavori dall’altra parte la metrica che conta è quante persone cliccano e comprano oggi. Il prezzo del primo anno è lo strumento per ottenerlo. Il rinnovo viene dopo, e nel frattempo sei già cliente. Tutta la pagina di vendita è ottimizzata per quel singolo click di “compra”, non per la tua esperienza tra due anni.

Cosa succede al rinnovo (e perché quasi nessuno te lo dice)

Qui sta il pezzo che cambia tutto, ed è anche quello di cui si parla meno.

Dopo il primo periodo, l’abbonamento si rinnova. Quasi sempre a un prezzo più alto di quello promozionale, ogni tanto molto più alto. Il sito che pagavi 2 o 3 euro al mese può rinnovarsi a una cifra doppia o tripla. Non c’è nulla di nascosto in senso illegale, l’informazione è scritta da qualche parte. È solo scritta piccola, in un punto che durante l’acquisto non guardi.

Visivamente la differenza è così:

Primo anno

SiteGround StartUp — il prezzo che vedi

Prezzo

2,99 €/mese (35,88 €/anno + IVA)

Dominio

Spesso incluso gratis

Sconto applicato

Circa 80% sul listino

Obiettivo

Farti entrare

VS

Rinnovo

SiteGround StartUp — il prezzo che paghi dopo

Prezzo

15,99 €/mese (191,88 €/anno + IVA)

Dominio

Si rinnova a parte, 15-20 €/anno

Sconto applicato

Nessuno

Obiettivo

Farti restare

Alcuni provider sono famosi proprio per questo salto. SiteGround è il caso scuola: il piano StartUp che ho comprato per testarlo costa 35,88 euro il primo anno. Il rinnovo più conveniente (12 mesi) è 15,99 euro al mese, cioè 191,88 euro l’anno. Se scegli di rinnovare mese per mese, sali a 22,99 euro al mese. Il servizio è solido, l’assistenza è tra le migliori, ma il salto di prezzo va saputo prima di firmare, non dopo.

Perché ti spingono il piano da due o tre anni

Avrai notato che il prezzo più basso compare quasi sempre accanto al piano più lungo. Paghi 1,99 al mese, sì, ma se sottoscrivi 48 mesi tutti subito.

Funziona così per due motivi, e nessuno dei due riguarda il tuo risparmio. Il primo è che incassano subito due, tre, quattro anni di abbonamento. Il secondo è che ti agganciano: più a lungo resti, più è probabile che al rinnovo tu rimanga per pigrizia, anche al prezzo pieno.

Non è una truffa, è strategia commerciale. E per certi versi conviene anche a te, perché bloccare un prezzo basso per qualche anno ha un senso, se il provider è buono. Il punto è farlo sapendo cosa stai facendo, non perché la pagina ti ha spinto verso il riquadro più colorato.

La regola pratica è questa: il piano lungo conviene SE il provider è già stato verificato, e SE il prezzo del primo anno è davvero un risparmio rispetto al rinnovo (perché in alcuni casi il “blocco prezzo” non si applica al rinnovo e il primo anno te lo sei comprato e basta).

I costi nascosti che spuntano al carrello

Il prezzo dell’hosting raramente è tutto. Arrivi al carrello convinto di pagare X e ti ritrovi una serie di voci aggiuntive, alcune preselezionate. Ecco le più comuni, così le riconosci.

  • Il dominio. Spesso è gratis il primo anno e poi si rinnova a parte, in genere tra 10 e 20 euro l’anno. Te lo vendono insieme all’hosting perché è comodo, ma sono due cose diverse.
  • Il certificato SSL. Quello che mette il lucchetto e la s di https. Molti lo includono gratis, alcuni lo fanno pagare sul piano base. Oggi è essenziale, quindi controlla che ci sia.
  • I backup automatici. A volte inclusi, a volte un extra a pagamento. È una di quelle voci che sembrano un dettaglio finché non ti serve un backup.
  • Le email professionali. La casella tua@tuosito.it a volte è inclusa, a volte costa a parte.
  • La migrazione del sito. Se hai già un sito da spostare, controlla se la fanno gratis o se è un servizio a pagamento.
  • La privacy del dominio, cioè nascondere i tuoi dati personali dal registro WHOIS. Quasi sempre preselezionata.
  • Il “Daily Backup” o “Advanced Backup”, opzione preselezionata su molti provider, anche se il backup base è già incluso.
  • Le funzioni di “sicurezza avanzata”, in genere un extra a costo mensile, spesso non necessario sui piani base.
  • Il rinnovo automatico, di solito attivo di default. Tienilo a mente quando si avvicina la scadenza.
Nota da insider. Le voci preselezionate al carrello non sono lì per caso. Ogni opzione spuntata in partenza è un upsell che converte molto più di una che devi attivare tu. Mi ricorda le compagnie aeree low cost e le loro procedure assurde sul peso del bagaglio: il biglietto costa poco, poi tutto il resto è un extra. Non è una truffa, è il modello. Ma se hai capito cosa ti serve, togli le voci spuntate di default e tieni solo l’essenziale. All’inizio l’essenziale è poco.

Sul perché dominio e hosting te li vendano sempre in coppia, e su quando conviene davvero prenderli insieme, ci ho dedicato un pezzo a parte.

Le promozioni stagionali: quando comprare conviene davvero

C’è un periodo specifico dell’anno in cui i prezzi dell’hosting scendono davvero, e non sono i saldi estivi. Sono Black Friday e Cyber Monday, ovvero l’ultima settimana di novembre. In quella finestra i provider lanciano le promozioni più aggressive dell’anno: sconti del 75-85% sul primo periodo, condizioni di rinnovo a volte più favorevoli, bundle inclusi che il resto dell’anno paghi a parte.

Non è una coincidenza, ed è il momento in cui io stesso compro tutti gli account che mi servono per testare.

Altri momenti di sconto reale: gennaio (campagne “anno nuovo, sito nuovo”) e settembre (campagne “rientro”). Il resto dell’anno gli sconti ci sono ma sono più cosmetici.

Se non sei urgente, e non hai un sito che deve andare online entro la fine del mese, aspettare la prossima finestra di Black Friday può farti risparmiare anche 50-70 euro sul costo totale del primo anno.

I prezzi dei provider più cercati in Italia

Quattro nomi tornano più di tutti quando si parla di prezzi in Italia: Hostinger, SiteGround, Aruba e IONOS. Li inquadro con i numeri reali, presi dai siti ufficiali e dai miei account di test.

Hostinger Il piano Premium parte da 2,99 euro al mese con uno sconto del 75%, ma solo se sottoscrivi 48 mesi (143,52 euro pagati subito). Il prezzo include 3 mensilità gratis, dominio gratuito il primo anno, 3 siti web e 20 GB di spazio SSD. Il rinnovo è a 9,99 euro al mese. È tra i più equilibrati nel rapporto primo prezzo e rinnovo, ma il piano lungo da 48 mesi è un impegno importante.

SiteGround Il piano StartUp l’ho pagato 35,88 euro il primo anno (43,77 con IVA), dalla fattura del mio account di test. Il servizio è solido, l’assistenza è considerata tra le migliori del settore. Ma al rinnovo il prezzo salta a 15,99 euro al mese (piano annuale) o 22,99 euro al mese se rinnovi mese per mese. È il caso più evidente di salto tra primo anno e rinnovo tra i provider principali: oltre 5 volte il prezzo iniziale.

Aruba Il piano Hosting WordPress parte da 9,99 euro il primo anno (più IVA), con dominio incluso, spazio disco e traffico illimitato, WordPress preinstallato e caselle email. Il rinnovo è da 49,99 euro l’anno più IVA, quindi anche qui il salto c’è ed è circa 5 volte il primo anno. È il nome storico italiano, tutti lo conoscono, ma il pannello e l’esperienza utente sono meno moderni rispetto ai competitor internazionali.

IONOS Il provider tedesco che molti dimenticano e che andrebbe almeno valutato. Il piano Standard parte da 3 euro al mese per 6 mesi (poi 5 euro al mese), con 100 GB su NVMe SSD e dominio in omaggio. Il piano Plus, quello che spingono come “Bestseller”, è a 0 euro al mese per 12 mesi e poi 9 euro al mese. I prezzi sono IVA esclusa. I listini sono tra i più chiari del settore, e il rapporto qualità-prezzo è competitivo, soprattutto se sfrutti il primo anno del piano Plus.

Quando il prezzo basso non basta

Adesso il contraltare di tutto quello che hai letto finora. Perché se ti fossi fermato qui, l’impressione sarebbe che l’hosting più economico vinca sempre. Non è così, e qui ti spiego quando vale la pena spendere di più.

Il prezzo basso basta quando

  • Hai un sito vetrina o un blog personale
  • Il traffico è modesto e prevedibile
  • Non gestisci pagamenti o dati sensibili
  • Sei agli inizi e stai imparando

Il prezzo basso non basta quando

  • Gestisci un e-commerce o prenotazioni
  • Il sito è la tua principale fonte di lead
  • Ricevi traffico costante con picchi
  • Le performance sono parte dell’esperienza utente

Tradotto: il provider economico fa il suo lavoro per un sito vetrina che riceve 200 visite al mese. Per un e-commerce che fattura 50.000 euro l’anno, risparmiare 60 euro l’anno sull’hosting per perdere una vendita su dieci a causa della lentezza è cattivo affare.

La regola è semplice: l’hosting è una commodity solo finché il tuo business non dipende da lui. Nel momento in cui dipende, smetti di guardare il prezzo e inizi a guardare la qualità.

Come confrontare i prezzi senza farti fregare

Adesso la parte utile, quella che cambia il modo in cui guardi le offerte.

Smetti di confrontare il prezzo del primo mese. Confronta il costo reale su due o tre anni, tutto incluso. È l’unico numero onesto. Per farlo, prima di comprare rispondi a quattro domande veloci.

  • Quanto costa il primo periodo e quanto costa al rinnovo?
  • Cosa è incluso davvero: SSL, backup, dominio, email?
  • Per quanti anni mi stanno chiedendo di pagare subito?
  • Quali voci sono già spuntate nel carrello, e quali posso togliere?

Se fai questo conto, l’offerta più scintillante non è quasi mai la più conveniente. E hai in mano lo stesso ragionamento che farebbe chi vende questi piani.

La checklist pratica prima di cliccare “Compra”

Stampala mentalmente e attraversala ogni volta. Sono i 7 controlli che valgono il prezzo di questa guida.

  1. Verifica il prezzo di rinnovo. Va trovato sul sito del provider, di solito è in basso, in piccolo. Se non lo trovi facilmente, è già un segnale.
  2. Calcola il costo totale a 3 anni sommando primo anno e due rinnovi.
  3. Controlla cosa è davvero incluso. SSL, backup giornaliero, email, migrazione gratuita: ognuno di questi può essere un extra di 20-50 euro l’anno.
  4. Guarda il carrello prima di pagare e disattiva tutte le voci che non ti servono. Sono quasi sempre preselezionate.
  5. Verifica la politica di rimborso. I provider seri offrono 30 giorni di garanzia soddisfatti o rimborsati. Senza è un brutto segno.
  6. Cerca recensioni recenti sul rinnovo specifico, non solo sul servizio generale. Le opinioni del primo anno sono inutili, quelle del secondo dicono tutto.
  7. Aspetta il Black Friday se non sei urgente. Tra ottobre e dicembre i prezzi sono i più bassi dell’anno.

Su come pesare tutto il resto, oltre al prezzo, ho scritto la guida che avrei voluto leggere io quando ho iniziato.

Domande frequenti

Quali sono le tariffe per l’hosting?

Dipende dal tipo. Il condiviso, il più diffuso, sta indicativamente tra 2 e 15 euro al mese. Salendo a VPS, cloud e dedicato si paga di più, ma per esigenze diverse. Per un sito che parte, il condiviso copre tutto.

Quanto costa un hosting all’anno?

Per un sito vetrina o un blog, orientativamente tra 50 e 120 euro l’anno per qualcosa di buono. Aggiungi il dominio, in genere tra 10 e 20 euro l’anno, e considera che dopo il primo anno il prezzo può salire al rinnovo.

Qual è l’hosting con il miglior rapporto qualità-prezzo?

Non esiste una risposta valida per tutti, dipende da cosa ci fai. Il miglior prezzo è quello che resta basso anche al rinnovo e include già SSL e backup, non quello con il numero più piccolo in vetrina.

Qual è il provider più economico?

Sul primo periodo vincono quasi sempre i grandi player internazionali con le promozioni più aggressive, in particolare Hostinger e IONOS. Ma “economico” ha senso solo se guardi il costo su due o tre anni, rinnovo compreso.

Quanto costa hosting e dominio insieme?

Spesso il dominio è incluso gratis il primo anno con l’hosting, poi si rinnova a parte. Sembra un pacchetto unico, ma sono due servizi distinti con due rinnovi distinti. Tienilo a mente.

Quanto si paga davvero al rinnovo?

Questa è la domanda giusta, ed è quella che in pochi fanno prima di comprare. La regola è semplice: il prezzo di rinnovo è quello vero, il promozionale è solo l’ingresso. Controllalo sempre prima di firmare.

Quando conviene comprare un hosting?

Tra fine ottobre e fine dicembre, in particolare la settimana del Black Friday. È il periodo dell’anno in cui i prezzi sono effettivamente più bassi, non solo a livello di marketing. Se non sei urgente, aspettare quella finestra può farti risparmiare significativamente.

Posso passare da un hosting più economico a uno migliore in seguito?

Sì, e quasi tutti i provider offrono la migrazione gratuita per attirare clienti dalla concorrenza. Cambiare hosting è meno complicato di quello che sembra, ed è un’opzione concreta se quello attuale ti delude.

In conclusione, l’unico numero che dovresti guardare

Se ti porti a casa una cosa sola, sia questa. Il prezzo in homepage è il punto di partenza della conversazione, non la verità. La verità è il costo su due o tre anni, con dentro rinnovo, dominio, SSL, backup e tutto quello che il carrello ha cercato di spuntare per te.

Adesso che sai come funziona, non sei più nella stessa posizione di partenza di chi compra senza aver letto questa pagina. Hai gli stessi strumenti che usa chi vende, applicati dall’altra parte. Quando guardi un’offerta, non vedi più solo il numero in vetrina, vedi anche cosa c’è dietro.

E in pratica, quello che cambia è semplice: scegli più lentamente, ti penti meno spesso, e il sito che parti a costruire oggi non ti costa il doppio fra due anni.

Se vuoi il passo successivo, cioè come scegliere il provider giusto tenendo conto anche di velocità, supporto e affidabilità, ti lascio la mia guida completa.


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